Aumenti Energia e Gas

31/05/2019 Armando Mansueto

Aumenti Energia e Gas

MOVIMENTO CONSUMATORI: CANONE RAI, TARI, ALITALIA… BASTA PENSARE DI USARE LE BOLLETTE COME BANCOMAT DELLO STATO

“La scelta di addossare alla bolletta costi che nulla hanno a che fare con l’energia elettrica, come già accaduto con il canone Rai, è sbagliata e immotivata”. Questo il commento di Movimento Consumatori sulla norma (che ha già incassato il parere negativo di Arera) prevista nel decreto Crescita a sostegno della continuità del servizio di Alitalia, per la quale si prevede di attingere ai fondi della Cassa per i servizi energetici e ambientali, per complessivi 650 milioni di euro, spesa che farebbe aumentare gli oneri generali di sistema nelle bollette di luce e gas.

“Non è pensabile che si utilizzi la bolletta elettrica come bancomat dello Stato per ogni emergenza finanziaria che richiede un facile sistema di prelievo – spiega Ovidio Marzaioli, responsabile del settore Energia MC  – già da tempo è trapelata notizia anche di un possibile addebito Tari in bolletta e oggi siamo arrivati al paradosso di caricare anche la copertura finanziaria a sostegno dell’Alitalia”.

Movimento Consumatori da tempo sta sollecitando al Parlamento e all’Arera stessa una revisione del sistema che sollevi la bolletta da ogni balzello non strettamente connesso al sistema energetico. La proposta di MC è di portare tutto quanto è tassazione dello Stato sulla fiscalità generale come dovuto, vista anche la situazione del processo di liberalizzazione in corso che vede impedita o quanto meno limitata una reale e libera concorrenza tra le imprese. Questo alleggerimento consentirebbe di allargare il margine in fattura a sostegno delle fasce deboli e per la compensazione delle cosiddette “morosità incolpevoli”.

“Come associazione di consumatori e di cittadini – aggiunge Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – quello che invece riteniamo corrisponda all’interesse generale è di assumersi la responsabilità di prendere decisioni politiche che diano una soluzione definitiva alla situazione dell’ex compagnia di bandiera e non il continuo procrastinarsi di misure tampone che aggravano, e di molto e senza prospettive, il costo che questa compagnia ha per il nostro Paese. Con tutto quello che si è speso anche solo negli ultimi venti anni avremmo potuto regalare un vitalizio a tutti i dipendenti e voltare pagina”.