Registro opposizioni anche per cellulari

Registro opposizioni anche per cellulari. Movimento Consumatori: passo in avanti, ma ancora da rivedere duplice sistema di raccolta consenso

 

Il tempo delle telefonate insistenti, fatte a qualsiasi ora del giorno, a fini promozionali da operatori o da voci metalliche registrate, è forse giunto al capolinea.

 

Il Garante della privacy ha infatti espresso parere favorevole allo schema di regolamento che riforma il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO) un servizio gratuito, fornito dal ministero dello Sviluppo economico, che dal 2010 consente agli utenti presenti nei vecchi elenchi telefonici pubblici (in sostanza, le linee fisse), di impedire agli operatori di telemarketing  l’uso del loro numero dopo 15 giorni dall’iscrizione volontaria nel registro.  

 

Finalmente, dopo un tira e molla durato quattro anni – tanto è il tempo trascorso dall’approvazione della legge di riforma n. 5 del gennaio 2018 – forse già dal prossimo febbraio, anche i 78 milioni di consumatori intestatari di una SIM potranno iscriversi nel RPO e, insieme ai titolari di utenze telefoniche fisse, potranno azzerare totalmente il consenso in precedenza prestato, inibendo le chiamate pubblicitarie, anche se effettuate non da un operatore di call center “umano”, ma da software programmati per generare chiamate automatiche e preregistrate (robotcall).

“Sicuramente si tratta di una riforma che potenzia uno strumento di tutela dei servizi di telefonia come il Registro Pubblico delle Opposizioni – affermano Paolo Fiorio e Corrado Pinna del Servizio legale MC – ma che lascia l’amaro in bocca per la tardività del provvedimento che, se emanato prima, avrebbe probabilmente risparmiato a migliaia di utenti gli effetti dannosi di una pratica commerciale scorretta, invasiva e intollerabile, soprattutto per i soggetti più vulnerabili (basti pensare alle multe milionarie recentemente inflitte dal Garante della privacy a Sky, Vodafone, WindTre e Tim per telemarketing selvaggio). Il nuovo regolamento suscita però ancora molti dubbi per il mantenimento del duplice sistema di raccolta del consenso (opt-in – autorizzazione esplicita acquisita prima della chiamata –  per le telefonate  generate da un software; opt-out  – solo dopo la chiamata, l’utente può dire di non voler essere disturbato – per le telefonate dell’operatore umano). Sarebbe stato più efficace estendere l’opt-in a tutte le chiamate comprese quelle con operatore umano dei tradizionali call center”.

L’associazione vigilerà sulla corretta applicazione del nuovo regolamento e perciò invita tutti coloro che sono vittime di questa forma aggressiva di telemarketing a rivolgersi al numero nazionale 06 948 070 41 o a scrivere a sostelefonia@movimentoconsumatori.it.

ENERGIA E TRANSIZIONE ECOLOGICA. MC: NECESSARIO PUNTARE SULLE COMUNITÀ ENERGETICHE

Si prospetta una difficile congiuntura economica e sociale dopo che l’Arera ha comunicato che l’aumento per la famiglia tipo in tutela sarà del +55% per la bolletta dell’elettricità e del +41,8% per quella del gas per il primo trimestre del 2022 e ciò nonostante gli interventi del Governo e l’annullamento transitorio degli oneri generali di sistema in bolletta e potenziato il bonus sociale alle famiglie in difficoltà.

Infatti gli aumenti del primo trimestre del 2022 avranno come conseguenza un’accentuazione delle tensioni sociali ed economiche che già si sono evidenziate nell’ultimo semestre del 2021; a tale situazione va aggiunto che gli aumenti non aiuteranno di certo la programmata transizione ecologica che verrà percepita come un ulteriore onere a carico delle categorie più povere della società italiana.

E’ necessario quindi intervenire con azioni immediate per aiutare subito chi non è in grado di pagare e poi programmare al meglio gli interventi per la transizione ecologica. Come già esposto al Governo e a Arera insieme ad altre associazioni di consumatori riteniamo fondamentale attenuare l’impatto sociale degli aumenti attraverso:

– il riconoscimento delle situazioni di morosità incolpevole e cioè quelle situazioni di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento delle bollette in ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. In particolare, l’accesso alla procedura per evitare il distacco, è riconosciuto anche ai titolari del contratto di fornitura ad uso residenziale, cittadini italiani o europei o soggetti in possesso di regolare permesso di soggiorno e che risiedono in un alloggio oggetto di contratto di fornitura da almeno un anno.
– Inserimento del meccanismo di compensazione a favore dei consumatori per le bollette luce e gas, costituito in favore dei consumatori, persone fisiche e imprese che hanno subito una interruzione della capacità di produrre reddito determinata dai provvedimenti urgenti adottati a contrasto della morosità incolpevole, un meccanismo di compensazione tra l’ammontare degli insoluti maturati dai consumatore per i mesi di morosità incolpevole con riferimento alle fatture per la somministrazione di energia elettrica e gas naturale.

“Oltre ad aiutare subito chi non è in grado di pagare è necessario agire anche accelerando la pubblicazione dei decreti attuativi del D.Lgs. 199/2021 sulle Comunità Energetiche, vero banco di prova di un’Italia protesa ad abbattere le emissioni in atmosfera di Co2 e a percorrere speditamente la strada della transizione ecologica” afferma Ovidio Marzaioli responsabile del settore energia elettrica, gas e idrico MC.

“Le comunità energetiche rappresentano il naturale sviluppo del concetto di prosumer collettivo, ossia del consumatore che produce ed autoconsuma e quindi diviene protagonista del cambiamento ecologico così come indicato dalla normativa europea – ribadisce Alessandro Mostaccio segretario generale MC – nonche’ strumento di lotta alla povertà energetica e fino a quando il sistema nel suo complesso non consentirà la reale attuazione dei principi europei rispetto alle CER, stiamo prendendo in giro i cittadini e  continuando a perdere tempo prezioso che non abbiamo”.

ASSICURAZIONI E LEGGE CONCORRENZA. MC: L’ESTENSIONE DELL’OBBLIGO DI ADESIONE AL RISARCIMENTO DIRETTO È A SCAPITO DEI CONSUMATORI

Secondo Movimento Consumatori l’ipotesi di estendere a tutte le imprese di assicurazione che intendono operare in Italia l’obbligo di aderire al sistema del risarcimento diretto (per mezzo della sottoscrizione dell’accordo CARD) presenta gravi criticità in termini di anticoncorrenzialità e abuso di posizione dominante.

Il risarcimento diretto, particolarità solo italiana, prevede che in caso di sinistro stradale (in alcune determinate situazioni: sinistro avvenuto in Italia; urto tra soli due veicoli, ecc.) a risarcire non sia la compagnia di assicurazione del responsabile civile bensì quella del danneggiato.

Tale procedura crea una serie di storture già segnalate in varie occasioni da MC, ma l’estensione dell’obbligo di adesione al risarcimento diretto aggraverebbe l’attuale situazione di oligopolio – si pensi che le prime cinque compagnie assicurative italiane detengono la maggior parte del mercato nazionale, quasi il 70% – rendendola ancor più stringente di quanto già non sia.

“È per tali ragioni – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – che da tempo Movimento Consumatori si batte affinché l’esperienza fallimentare del risarcimento diretto venga superata per tornare ad un sistema di responsabilità civile pura, dove ‘chi rompe paga’ ovvero una situazione di maggior tutela del consumatore-danneggiato che attualmente il sistema non è in grado di garantire”.

A parere di Sonia Monteleone, responsabile settore Assicurazioni MC: “Il primo effetto che maggiormente graverebbe sui consumatori sarebbe l’aumento del costo del premio di polizza; per non parlare poi del proliferare incontrollato di clausole inconferenti con l’oggetto del contratto di RC Auto che prevedono decurtazioni illegittime sull’importo del risarcimento che deve sempre rimanere integrale”.

Tali pratiche sono espressione di un tentativo da parte del settore assicurativo italiano, attraverso lo sfruttamento della propria posizione dominante, di aumentare i propri profitti. Questo tentativo è però notevolmente disturbato dalla presenza nel mercato assicurativo di imprese estere e transfrontaliere che non aderiscono all’accordo CARD e che essendo al di fuori di tale meccanismo sono libere di attuare tariffe più basse e competitive.

La rottamazione del risarcimento diretto da sola non basta. Per questo per MC è importante che vengano presto implementate anche altre misure: portabilità del certificato assicurativo (come già avviene nella telefonia); credito di imposta o supervalutazione delle riserve per chiusura di posizioni radicate in giudizio; misure atte ad incentivare l’introduzione di operatori esteri così da incentivare la concorrenza; riforma della gestione del Fondo Vittime della Strada e del sistema delle concessioni; riforma dell’Autorità di Vigilanza; eliminazione delle clausole limitative del risarcimento integrale; accorciamento termini di legge e sanzioni; inasprimento delle sanzioni, fino alla revoca dell’autorizzazione, all’attività assicurativa alle assicurazioni che non si sono ancora adeguate a fornire chiare informative pre-contrattuali; riparazioni a regola d’arte; rivisitazione della normativa sulla scatola nera.

MC rimane dalla parte del consumatore affinché il sistema risarcitorio italiano garantisca un risarcimento integrale del danno subito e i costi dei premi assicurativi vengano determinati in un libero e concorrenziale mercato con il conseguente contenimento dei costi per i cittadini.

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE. MOVIMENTO CONSUMATORI INVIA UN ESPOSTO ALL’ANTITRUST SU AGENZIA DI VIAGGI EDREAMS

Dopo decine di segnalazioni di consumatori, MC ha depositato un esposto all’Agcm per possibili pratiche commerciali scorrette di Vacaciones eDreams, agenzia di viaggi online con sede in Spagna e che opera tramite il sito Internet www.edreams.it.

I consumatori, tra cui coloro che a partire dall’emergenza pandemica hanno smesso o ridotto i propri viaggi di piacere o di lavoro, lamentano di non essere messi in condizione da eDreams di evitare il rinnovo automatico del servizio e recedere dall’abbonamento “Prime” che consente di accedere a sconti in caso di prenotazioni e con un costo fisso annuo. Riferiscono inoltre di aver subito l’attivazione del servizio “Prime”, con addebito del canone, senza averlo richiesto e di avere difficoltà a contattare il call center per ottenere rimborsi in caso di cancellazioni di voli.

MC chiede ora all’Antitrust di aprire un’istruttoria sul comportamento dell’agenzia di viaggi e un eventuale procedimento sanzionatorio.

Benedetto Tuci confermato presidente del Movimento Consumatori Toscana Una mattinata di confronto su progetti e iniziative

Firenze, 11 settembre 2021 – Si è conclusa con la conferma di Benedetto Tuci, nel ruolo di presidente del Movimento Consumatori della Toscana l’assemblea regionale che si è tenuta oggi a Firenze. Tuci, 66 anni, pensionato, residente a Livorno, è da molti anni impegnato in prima linea nel mondo della tutela dei consumatori. Eletti insieme a lui anche i componenti del Consiglio direttivo: Armando Mansueto, Barbara Garzelli, Gisella Seghettini ed Egidio Raimondi.

Sempre stamani il Movimento Consumatori Toscana ha tracciato il bilancio di tre anni di attività e definito l’impegno per i prossimi tre. Un impegno rafforzato da rapporti istituzionali consolidati, con la presenza nel Crcu, nel consiglio camerale di Livorno e con Autorità idrica Toscana e Anci ma anche associativi, con la confederata a livello nazionale Adic Toscana e con altri soggetti del terzo settore e con la sezione soci di Coop del Tirreno.

Il Movimento conta otto sezioni, due in itinere, 12 sportelli, altri di prossima apertura, 7 riconosciuti nel sistema regionale Prontoconsumatore, 4457 iscritti, 15 delegati al congresso nazionale su 100.

L’attività comprende anche il dialogo con le imprese attraverso la Regione e i protocolli di conciliazione paritetica. Ed è rafforzata dalla presenza mediatica con il proprio portale online e una pagina Facebook. È inoltre in itinere il rapporto con l’associazione Anelli Mancanti e con il portale “Il condomino”. Inoltre, è stata consolidata la scelta di alcuni anni fa di promuovere l’alleanza con Lo sportello dei cittadini, un network di servizi con vocazione sindacale che svolge la sua attività nel terziario garantendo servizi essenziali in settori importanti per la vita dei cittadini come i servizi fiscali, i servizi di patronato, l’assistenza sindacale ai lavoratori e alle piccole imprese.

L’obbiettivo è quello di essere vicini ai consumatori toscani. «Abbiamo dato un titolo alla nostra assemblea che può sembrare fuorviante – spiega Benedetto Tuci, presidente del Movimento Consumatori Toscana – ma in realtà è indicativo di un’idea di consumerismo che contratta la tutela dei diritti con lo Stato e le imprese ma senza corporativismo; nel nostro stile socialmente responsabile. A differenza di altre sezioni regionali del Movimento Consumatori abbiamo un nostro ordinamento ed una corretta strutturazione; oggi è la dimostrazione che nel Movimento Consumatori Toscana la democrazia non è una “presa di giro” ma è un faticoso percorso reale e concreto».

«Abbiamo adempiuto al dovere di ascolto ed aiuto ai cittadini e alle famiglie in campo economico e sociale, abbiamo esercitato il ruolo di mediazione e composizione del conflitto tra consumatore e professionista – prosegue Tuci -. Avremmo voluto fare di più nella consapevolezza della peculiarità della Toscana, delle difficoltà del nostro modello di sistema paese e delle difficoltà globali del pianeta. Non è obsoleto il motto “agire localmente, pensare globalmente”: il riscaldamento globale e le nostre bollette telefoniche ed energetiche sono assai più connessi di quello che ci sembra. C’è bisogno ancora di noi qui e ora in questo momento storico di confusione e scarsa attenzione alle persone e alle famiglie».

Fra i temi al centro dell’assemblea, il costo dei servizi e delle bollette. Visto il periodo di crisi, è stato spiegato, molte famiglie non riescono a pagare le bollette di luce, acqua e gas o riescono a farlo solo con ritardo. Un fenomeno che nell’ultimo anno ha registrato un aumento del 30%, anche a causa del costo dell’energia quadruplicato.

«La pandemia ci ha indotto a riflettere su gli assi portanti di una ripartenza che possa valorizzare tutti gli aspetti che caratterizzavano le nostre dinamiche sociali ed economiche civili ma anche limitare o cancellare alcune storture su cui da tempo si dibatteva: questa è la grande sfida che abbiamo davanti – ha detto l’assessore del Comune di Firenze Federico Gianassi -. Il Comune offre ampia disponibilità di confronto sugli aspetti per voi rilevanti e che incrociano anche la nostra sensibilità. Credo sia utile, per noi che svolgiamo pro tempore il ruolo di amministratori di una città come Firenze, attivare un confronto sincero e intellettualmente onesto sulle tematiche su cui poi si adottano le decisioni. Non mancheranno le occasioni di confronto, a partire dal tema dei servizi pubblici locali che a noi sta molto a cuore. Sull’ipotesi di aggregazione dico che noi vorremmo realizzarla con l’obbiettivo di offrire alla Toscana un maggior presidio territoriale nella gestione dei servizi pubblici locali, mossi soprattutto dal proposito di assicurare un servizio di alta qualità nei confronti dei nostri concittadini a prezzi calmierati e ridotti».

«La Regione Toscana conferma anche in questa legislatura l’impegno e la volontà nel sostenere le attività del Movimento Consumatori, in questa difficile fase storica legata alla pandemia e alla conseguente crisi socio-economica – ha detto Alessandra Nardini assessore regionale e presidente

del Comitato Regionale Consumatori Utenti -. Questo ha significato anche ripercussioni sul nostro bilancio regionale e quindi difficoltà nel garantire risorse adeguate. Restano però confermate risorse del Mise per l’annualità 21/22 e abbiamo deciso  di mettere a disposizione delle associazioni queste risorse per far fronte alle esigenze e dare continuità al lavoro prezioso di assistenza che è stato fatto in questi anni attraverso gli sportelli, un lavoro che come Regione intendiamo continuare a valorizzare. Confermo la mia piena disponibilità a collaborare insieme all’interno del il Comitato: credo sia il modo a provare a dare risposte e a sostenere servizi che vanno a benefici delle nostre cittadine e dei nostri cittadini. Chiudo ringraziando il Comitato per aver aderito fin da subito al lavoro che stiamo portando avanti per dare più tutele e diritti ai rider in Toscana».

 

Crisi e bollette non pagate, le insidie per chi ha degli insoluti L’analisi del Movimento Consumatori Toscana

Firenze, 8 settembre 2021 – Visto il periodo di crisi, molte famiglie non riescono a pagare le bollette di luce, acqua e gas o riescono a farlo solo con ritardo. Un fenomeno che nell’ultimo anno ha registrato un aumento del 30%, anche a causa dell costo dell’energia quadruplicato. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, segnalato con preoccupazione dal Movimento Consumatori Toscana che con il proprio Sportello dei Cittadini aiuta i cittadini a districarsi tra ricorsi e controversie. Con quasi 1900 pratiche evase nel 2020, il Movimento e lo Sportello portano avanti servizi di informazione e assistenza legale a circa 4500 consumatori della Toscana. Proprio il tema delle bollette, accanto ad altre riflessioni d’interesse generale, saranno al centro dell’assemblea del Movimento Consumatori Toscana  che si terrà il prossimo 11 settembre a Firenze.

«La prima problematica riguarda la data di scadenza del pagamento – spiega Armando Mansueto, portavoce dello Sportello dei Cittadini -. Se si chiede la rateizzazione prima della scadenza, nel 90% dei casi viene concessa. È molto importante però pagare le rate nei termini concordati e non fare altri insoluti, perché difficilmente saranno accordate altre rateizzazioni. È necessario tener conto del fatto che le aziende hanno la possibilità di accedere a banche dati dove sono registrati i cattivi pagatori e questo può influenzare negativamente una richiesta di un mutuo o di un finanziamento, oltre a eliminare la possibilità di cambiare gestore. Altra elemento che comporta l’esclusione dal mercato libero dell’energia e del gas è la variazione di 3 gestori in un anno».

Nel mercato dei gestori dell’energia e del gas sono previsti due protezioni a favore dei gestori: il “Cmor” e il “Mercato di Salvaguardia”. «Il Cmor è l’azione di recupero crediti che possono attivare i vecchi gestori, facendo inserire nella bolletta del nuovo fornitore gli importi delle fatture non pagate in precedenza. Il Mercato di Salvaguardia è invece guidato da un gestore che riceve tutti gli insolventi esclusi dagli altri gestori – chiarisce Benedetto Tuci, presidente del Movimento Consumatori Toscana -. Questo significa prezzi più alti, servizi scadenti e pericolo di sospensione delle forniture con aumenti continui per i riallacci. Ma nel mercato di Salvaguardia, accanto ai ‘furbetti’ ci sono gli insolventi per indigenza: pertanto noi chiediamo alla politica di risolvere questo grande problema attraverso le strutture di assistenza sociale, per non lasciare famiglie con minori, con anziani o con malati senza dei beni primari come la luce il gas e l’acqua».

In occasione dell’assemblea si parlerà anche dell’avvento delle connessioni internet a banda larga, che ha dimostrato come maggior parte delle attività possono essere oggi svolte a ‘distanza’, on line. «Si è dimostrato che il ‘digitale’ è una realtà già accessibile e che offre la possibilità di vivere in maniera diversa, evitando il blocco delle attività quando la libertà di circolazione è interdetta spiega ancora Armando Mansueto -. Oggi con le nuove tecnologie trasmissive si apre una nuova e ulteriore stagione in cui più che le persone, internet implementerà la connessione tra persone e oggetti e soprattutto tra oggetti. L’internet delle cose, la robotica, l’intelligenza artificiale stanno aprendo scenari completamente nuovi (dalla guida assistita alla tele-chirurgia, all’agricoltura ‘intelligente’, ecc). Già da gennaio 2021 in Italia ogni servizio pubblico deve avere il suo ‘gemello’ digitale. Dobbiamo prepararci».

Altro tema che sarà approfondito a Firenze riguarda il rapporto consumo/tutela del lavoro. «Nella società delle piattaforme gli interessi del consumo sembrano avere il sopravvento su quelli del lavoro – commenta Benedetto Tuci –. Nei pochi casi di conflitto dei lavoratori nei confronti delle piattaforme la richiesta di solidarietà rivolta ai consumatori ha ricevuto scarsa attenzione. Come superare questa frattura? Una prima risposta passa dalla sensibilizzazione al consumo critico. È una strada già percorsa in reazione alla globalizzazione, con la promozione di consumo equo e solidale, con comportamenti ormai consolidati soprattutto nel consumo di cibo e abbigliamento. Con i dovuti aggiustamenti, logiche analoghe stanno emergendo anche nelle piattaforme cooperative per la consegna di cibo a domicilio. Un altro percorso riguarda invece un tratto peculiare dell’economia di piattaforma: la gestione e valorizzazione dei dati prodotti (anche inconsapevolmente) dagli utenti delle piattaforme».

Multiutility dei servizi: «serve una rappresentanza che tuteli l’interesse dei cittadini»

Multiutility dei servizi: «serve una rappresentanza che tuteli l’interesse dei cittadini»

Il commento di Benedetto Tuci, presidente del Movimento Consumatori Toscana

Firenze, 2 settembre 2021 – Coinvolgere i cittadini attraverso le realtà che tutelano i consumatori, per dare vita a un processo ci partecipazione democratica nella nascita della multiutility dei servizi toscana. È questo il pensiero di Benedetto Tuci, presidente del Movimento Consumatori Toscana. «Siamo favorevoli alla nascita di una holding pubblica per gestire i servizi di energia, gas, acqua, rifiuti – commenta Tuci – ma vorremmo che in questa fase si attivasse anche una collaborazione per la creazione di una realtà in grado di mettere al centro gli interessi dei cittadini consumatori. Una holding pubblica può concretizzarsi solo attraverso una collaborazione trasparente con le associazioni dei consumatori».

 

«Non si può pensare ad un accordo solo tra Comuni, consorzi e aziende pubbliche senza tenere conto della questione più importante – aggiunge Benedetto Tuci – ovvero la “customer satisfaction” dei cittadini consumatori che determineranno il successo dell’iniziativa. Per non disperdere gli utili delle società pubbliche toscane dalla Toscana, è necessario implementare gli organismi di controllo da parte dei cittadini consumatori, così come il comitato per il controllo della qualità dei servizi. Solo la cogestione tra i vari stakeholder potrà garantire ai cittadini che la parola “pubblica” non sia solo un sostantivo troppo spesso abusato, ma pieno di un significato. E sinonimo, finalmente, di vera partecipazione democratica».

FATTURAZIONE A 28 GIORNI: WIND CONDANNATA A RIMBORSARE I CONSUMATORI 

Lo ha deciso il tribunale di Milano a seguito dell’azione promossa da Movimento Consumatori

Il tribunale di Milano all’esito dell’azione ordinaria promossa da MC, ha inibito a Wind l’adozione, l’uso e gli effetti nei contratti di telefonia fissa (o di altri servizi offerti in abbinamento alla telefonia fissa) di clausole che prevedono rinnovi e pagamenti su base temporale di 28 giorni/8 settimane, confermando così il provvedimento cautelare pronunciato nel giugno 2018.

Wind dovrà informare i consumatori interessati (pubblicando un avviso sia sul proprio sito sia su alcuni quotidiani nazionali, inserendo un’informativa dettagliata in fattura e inviando una lettera ai suoi ex clienti); ma soprattutto accogliere, entro 30 giorni dalla ricezione delle richieste, le domande di restituzione dei corrispettivi di telefonia fissa versati dai consumatori in applicazione delle clausole o pattuizioni contrattuali illegittime.

“Sono ancora una volta confermate – osservano Paolo Fiorio e Corrado Pinna, legali deI Movimento Consumatori  – l’illegittimità e la scorrettezza della fatturazione basata sul mese lunare anziché su quello solare, con due importanti novità. La prima è che i giudici, accogliendo integralmente la tesi di MC, hanno stabilito che l’adozione e l’uso di tale periodicità ha leso e lede i diritti e gli interessi collettivi dei consumatori, non solo con riferimento ai contratti sottoscritti tra il giugno 2017 e l’aprile 2018 (quando l’Agcom con la delibera n. 121/17/CONS ha vietato l’adozione della cadenza quadrisettimanale, divieto poi differito fino al 5 aprile 2018 dalla successiva legge n. 172 del 2017), ma addirittura in relazione agli abbonamenti stipulati con la compagnia dal 1° giugno 2016 (ossia dal momento in cui Wind ha abbandonato la cadenza mensile solare, per quella a 28 giorni). L’altra rilevante novità delle sentenza è che l’obbligo di restituzione delle somme indebitamente percepite dalla compagnia dovrà riguardare anche i consumatori che, pur avendo attivato un contratto di telefonia fissa all’interno del periodo 1° giugno 2016 – 5 aprile 2018, hanno poi deciso di recedere dall’abbonamento”.

“Siamo soddisfatti del risultato ottenuto – ha commentato Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – che premia gli sforzi profusi negli ultimi quattro anni dalla nostra associazione e dall’Agcom per opporsi a una pratica commerciale scorretta, ingannevole, contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare il comportamento economico dei consumatori. Ora, vigileremo affinché Wind adempia a tutti gli obblighi informativi prescritti e soprattutto affinché attivi una procedura per accogliere le richieste di restituzione dei corrispettivi di telefonia fissa versati da tutti i consumatori coinvolti”.

OLIO VERGINE D’OLIVA VENDUTO COME EXTRAVERGINE? MOVIMENTO CONSUMATORI INVIA SEGNALAZIONE ALL’ANTITRUST

Movimento Consumatori ha inviato una segnalazione all’Antitrust, perché accerti se alcuni produttori di olio d’oliva abbiano posto in essere una pratica commerciale scorretta, dichiarando in etichetta come extra vergine, olio vergine d’oliva.

La segnalazione prende le mosse da una recente indagine svolta dalla rivista il Salvagente che ha messo sotto la lente di ingrandimento quindici marche di olio extra vergine di oliva. Di tali miscele di olio (dichiarato extravergine), ben sette, non sarebbero, in realtà tali. Nessun danno alla salute, si intende, ma si acquista un prodotto che certamente non vale il prezzo pagato.

Questa indagine, pubblicata a maggio 2021, ha un antecedente in un’altra indagine, pubblicata sempre dalla stessa rivista, nell’anno 2015, quando gli stessi dubbi furono sollevati con riferimento ad alcune etichette di olio extravergine (evidenziando come alcune miscele non risultassero, dalle analisi effettuate, come olio extravergine). Da quelle analisi, presero spunto alcuni provvedimenti dell’Agcm (in parte poi annullati dalla Giustizia Amministrativa).

La valutazione circa l’attribuzione della qualifica di olio extravergine di oliva, viene fatta sulla base di tanti fattori, e quello risultato non sufficiente per l’attribuzione della qualifica di extravergine, è stato la “prova d’assaggio” (panel test). E’ bene specificare che un olio per essere definito e venduto come extravergine, deve rispettare, i parametri chimici previsti dalla normativa e superare la prova del panel test, obbligatoria per legge dal 1991. Lungi dall’essere una prova “soggettiva”, l’importanza del “panel test”, è stata di recente ribadita da una recente sentenza del Consiglio di Stato del 20 novembre 2020, laddove la Giustizia Amministrativa, ha ribadito l’attendibilità e l’oggettività del panel test, ritenendo la suddetta prova organolettica come “essenziale per la corretta classificazione degli oli”.

Movimento Consumatori – che si sta occupando del tema insieme al Movimento Terra è vita Vento del Sud – vuole quindi portare all’attenzione dell’Autorità, quanto segnalato dalla rivista, al fine di verificare se, come affermato da Il Salvagente, sugli scaffali dei supermercati, il consumatore corra il rischio di acquistare come extravergine, un semplice olio vergine di oliva. Se così fosse, è evidente, si assisterebbe ad una pratica commerciale scorretta, da qualificare come vendita negli scaffali, di un prodotto privo degli elementi pubblicizzati in etichetta e nelle campagne pubblicitarie.

Aumenti dal primo di luglio dell’Energia e del Gas…

Aumenti dal primo di luglio dell’Energia e del Gas…
Pesantissimo aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas per il terzo trimestre del 2021 per gli utenti serviti dal servizio di tutela.
Come comunicato dall’Arera (Autorita’ di regolazione per energia reti e ambiente) l’aumento per l’elettricità del 9,9% e del 15,3% per il gas è dovuto in gran parte al forte incremento delle materie prime sui mercati internazionali.
Il governo è intervenuto con una parziale sterilizzazione degli aumenti (previsti oltre il 20%) prevedendo di destinare 1,2 miliardi di euro alla riduzione degli oneri generali di sistema per il prossimo trimestre, utilizzando a tal fine parte di quanto ricavato proprio dalle aste del mercato europeo dei permessi di emissione di CO2 (ETS2).
Per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° ottobre 2020 e il 30 settembre 2021) sarà di circa 559 euro, con una variazione del +12% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2019 – 30 settembre 2020). L’aumento per il prossimo trimestre, corrisponde quindi a circa 62,4 euro su base annua. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia-tipo per la bolletta gas sarà di circa 993 euro, con una variazione del -1,3% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad una riduzione di circa 13 euro su base annua.
“Questi aumenti purtroppo confermano da un lato che c’è un problema di materie prime a livello globale e dall’altro quanto ancora siamo dipendenti dagli idrocarburi – dichiara Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – Per i consumatori più fragili diventa quindi fondamentale che i bonus sociali (energia elettrica, gas ed idrico) siano a regime da questo mese”.
Aggiunge Ovidio Marzaioli responsabile del settore Energia e Ambiente MC : “Risultano sempre più necessari gli interventi strutturali come quello della sterilizzazione dalla bolletta degli oneri generali di sistema o la definizione della morosità incolpevole che in uno ai richiamati bonus possano incidere sul mercato energetico a favore dei consumatori soprattutto di quelli più vulnerabili in un momento di particolare difficoltà economica post pandemica”.